Parigi è una città di cui sono sempre stato innamorato per le sue atmosfere e le sue particolarità, ma dopo aver partecipato alla Semi Marathon 2015 il legame sarà indissolubile.

L’emozione è grande e sale insieme all’adrenalina già dal sabato, per il ritiro del pettorale presso il parco Bois de Vincennes. Un fiume ininterrotto di persone si dirige nel grande centro adibito a “village”. L’organizzazione è teutonica pur essendo in Francia.

Ma non c’è il tempo di fare i turisti e per me, Rino e Mauro è già domenica, ora di presentarsi alla partenza dopo un estenuante viaggio in metro, stipati l’uno sull’altro in mezzo ad altre migliaia di podisti.

Un bel sole ci lascia presagire che sarà proprio una giornata indimenticabile, ed eccoci qui, pronti a partire, in mezzo a quasi 40.000 runner più o meno performanti (c’è di tutto: dal camminatore della domenica che dovrai impegnarti per non investire in gara al runner convinto dal quale non devi farti travolgere).

Ore 10.00: il fiume è ormai in piena. Si parte!!!

Ci vuole quasi mezz’ora per transitare dall’arco della partenza e finalmente possiamo liberare l’adrenalina accumulata durante l’attesa. Appena usciti dal parco è necessario rimanere molto concentrati: si corre gomito a gomito e ti accorgi all’ultimo momento degli sparti traffico e di tutti gli altri ostacoli in mezzo al percorso.

Sulla Rue du Faubourg St-Antonie, al primo ristoro, non comprendo perché tanta acqua per terra, ma poi realizzo che almeno 15.000 persone sono già transitate lasciando cadere ciascuno un po’ d’acqua dalla propria bottiglietta (la cosa si ripeterà anche nei prossimi ristori dove sarà realmente difficile non scivolare a causa delle migliaia di bucce d’arancia e di banana lasciate per terra!).

Ma eccoci al momento più emozionante della gara. Improvvisamente sento un gran vociare, un gran chiasso e l’ennesima banda che suona a bordo del percorso, ma non parlando francese non capisco cosa stia succedendo.

Mi volto e finalmente riconosco place de la Bastille. Sono incredulo: sto veramente correndo nel bel mezzo della ville lumiere! Sono così euforico che per qualche kilometro mi dimentico di non bruciare tutte le energie e segno i tempi migliori. La corsa, infatti, prosegue su Rue de Rivoli, Boulevard Sebastopol dove ci attende il giro di boa e si imbocca Quai des Celestines dal quale si intravede Notre Dame per poi “andare a sbattere” esattamente sull’Hotel de Ville: lì campeggia ancora un grande cartello listato a lutto con la scritta “Charlie Hebdo Citoyen D’Honneur De La Ville de Paris”. Da brivido.

Ma ora inizia la parte più difficile della gara: siamo appena al dodicesimo Kilometro e i restanti 9 non presenteranno più tutte queste emozioni sul percorso.

La fatica cresce e proprio non riesco a capirne il motivo: è vero che la lunga camminata turistica del sabato può avermi “fiaccato” un po’ le gambe; è vero che è un continuo zig zag per evitare e superare gli altri concorrenti, ma inizio a sentire le gambe sempre più dure, imballate come mai mi era successo.

Si rientra ormai nel grande Bois De Vincennes e i kilometri sono scanditi dalle bande musicali, ma tra i partecipanti ormai regna il silenzio. Solo il rumore di migliaia e migliaia di scarpe da running che sbattono per terra.

Una tifosa su Avenue de Gravalle legge il mio nome sul pettorale e urla “Alè Fabiò”. Mi suona la carica: riparto deciso a non mettermi a camminare proprio ora.

Svoltata la curva su Route du Pesage iniziamo a incrociare sempre più persone che camminano, si fermano, alcune sono soccorse. Sempre di più sino al traguardo. Mai visto tanta gente soccorsa in gara per malore!

Non c’è più il tempo di ragionare: il cartello che indica l’arrivo è ormai in vista. Basta solo alzare le braccia e ringraziare il cielo per aver potuto vivere questa esperienza indimenticabile.

Mentre camminiamo fuori dalla zona di arrivo leggo i dati della corsa sulla mia applicazione e l’origine dei miei dolori alle gambe si spiega immediatamente: 1085 m di salita e 1075 m di discesa…non ero pronto per così tanto saliscendi!!! Ma la soddisfazione è immensa e l’adrenalina e la stanchezza finalmente si sciolgono mentre resto steso al sole sul prato appena dopo l’arrivo…  


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